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La Spacciatrice Viola


Per la nonna è Violante, nipote modello, per il Direttore alle Poste è Violante B., ottimo rendimento. Per tutti gli altri è Viola, pusher impeccabile. Drogata ma non troppo, libertina per sbaglio, Viola è ordinata, ha stile, ha le sue regole e le sa far rispettare. Le sue scatoline sono deliziose, contenuto a parte. Viola ha passioni e ossessioni, Viola sogna, Viola danza, Viola comanda, Viola ha fame di bellezza e denaro, Viola spaccia e spacca. Viola non ha paura. Fotografia caustica della provincia sullo sfondo di questo romanzo breve, nudo e diretto c’è una famiglia cattolica, che pratica soprattutto il pettegolezzo, chiusa nella paura bigotta d’essere disonorati. In primo piano, una vita, quella di Viola, vissuta ben oltre il limite della legalità, come se fosse normale. Un canto della vita notturna, dei paradisi artificiali, del segreto del primo amore. Il ritratto di una generazione egoista, estranea alle regole e sconosciuta a se stessa. 



di Filippo La Porta

Viola, una storia contundente

Lei quando era bambina diceva che da grande avrebbe voluto fare la ballerina. Al che le afferravano la troppa carne che avvolgeva i fianchi, le intimavano di ballare e si divertivano molto. «Se avessi risposto ‘la spacciatrice’ mi sarei risparmiata quella sofferenza». Autobiografia di Viola, che odia la gente coi suoi «fiati flutulenti», spaccia erba e coca in una provincia italiana dark, sa menare le mani e vive con la adorata, cattolicissima nonna. Nell’ambiente di lavoro percepisce lo stesso «nulla» che nel film La storia infinita inghiotte tutti. Se una Ferrari la supera sgommando vorrebbe lanciarle un masso di granito. Insomma: quasi una Nikita del film di Luc Besson ma con il senso dell’humour. Eppure qualcosa si sgretola dentro di lei e scopre di essere una normale creatura umana, che però il fato ha voluto punire. L’esordiente Perissinotto, 27 anni, racconta una storia contundente, ma non rinuncia a mostrarne il rovescio utopico, anche solo come fuga dell’immaginazione: le navi a vela dei quadri dell’ambulatorio di notte salpano e la mattina ritornano sempre.

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