con Pippo Gentile e Giada Meggiolaro
testi: Daniela Perissinotto
scenografia e tecnica: Simone Sonda
regia: Chiara Bortoli
“Ho capito che l'appetito dell'uomo è infinito perchè non appartiene al corpo ma all'anima”. Enzo Bianchi
Una riflessione intorno al tema del cibo e del suo multiforme rapporto con le emozioni, i bisogni, i desideri, i sogni.In scena i due performer diventano due bambini in crescita verso l'adolescenza, due piccoli d'uomo in un momento di grande rivoluzione personale; due fratelli, due amici, due complici; DUE... Attraversati da bisogni, scoperte, sogni, doveri, desideri... primo tra tutti quello di crescere, di lasciarsi dietro il loro stato di bambini, di diventare grandi! Desiderio sì, ma anche dovere al quale applicarsi, imparando le regole del gioco, studiando, provando, e, non ultimo, MANGIANDO! Per bisogno o per piacere, per noia, per stress, per passione o per dovere, tra loro e il cibo si intesse un dialogo profondo che tocca il corpo e le emozioni, muove i sogni, riempie (per un po') il vuoto, sazia (per un po') la mancanza, parla di legami e affetti, di domande d'amore, e a tratti si tesse con l'ombra e con il disagio.